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L’inizio della guerra civile
Per cercare di fare fronte alle ostilità del parlamento Carlo I tentò un colpo di mano con un incursione armata a Westminster (sede della camera dei comuni)  per arrestare gli oppositori che pero riuscirono a salvarsi grazie alla folla dei loro sostenitori nella città londinese. In seguito il re fu costretto a fuggire da Londra il 16 gennaio 1642. questo episodio determino la spaccatura tra parlamento e monarchia e si passò dal conflitto istituzionale alla guerra civile che durò dal 1642 al 1646 dopo di cui riprese nel 1648 ma termino subito nel 1649 con la condanna a morte del re.

I gruppi sociali e il conflitto tra re e parlamento
I gruppi sociali dell’alta aristocrazia e della gentry maggiore si schierarono dalla parte della monarchia ritenendo questa parte più favorevole al mantenimento dei privilegi di cui godevano lo stesso fecero i grandi mercanti monopolistici la cui fortuna dipendeva dalle concessioni regie. All’opposto si trovano i ceti medi che vedono nel parlamento un modo per limitare il potere del re. Inoltre il parlamento ricevette l’appoggio della gentry minore per poter difendere le proprie attribuzioni amministrative e giudiziarie messe in discussione dai funzionari del re. In ambito geografico si può dire che le regioni sud-orientali del paese sostennero il parlamento invece le regioni del nord e dell’ovest andarono a schierarsi con il potere del re. Nel quadro religioso ci furono anche qui divisioni col parlamento si schierarono i sostenitori del presbiterianesimo e del puritanesimo diversamente col re si schierarono i difensori della chiesa anglicana e della gerarchia episcopale.

Oliver Cromwell e il New model army
All’inizio della guerra civile a prevalere fu il re. Dopo questa fase di dominanza regia fu affidato a Oliver Cromwell il compito di riorganizzare le forze del parlamento. Cromwell come prima cosa stabilì subito l’incompatibilità tra seggio parlamentare e ruoli militari, allo scopo di privare i parlamentari aristocratici delle funzioni di comando e mettendo al loro posto ufficiali di rango inferiore. Da questa cosa risultò un esercito di nuovo tipo (detto appunto New model army) al cui comando fu messo sir Thomas Fairfax, il ruolo di vice fu riservato a Cromwell. Il nuovo esercito prevalse a Naseby (1645) concludendo la guerra. Nel maggio del 1646 il re fu costretto ad arrendersi agli scozzesi che si erano schierati con il parlamento in cambio di riorganizzare la chiesa anglicana in senso presbiteriano.

Moderati e “livellatori”: il “patto del popolo”
Alla fine della guerra civile, ci fu un contrasto di tipo religioso e politico tra il parlamento e l’esercito. I parlamentari volevano cercare un compromesso con il re in ambito politico in quello religioso il parlamento voleva mantenere la promessa con gli scozzesi e abolì l’episcopato e adottò il modello presbiteriano. Al contrario l’esercito con Cromwell e i quadri superiori erano antimonarchici e antipresbiteriani e indipendenti quindi favorevoli alla libertà di culto; tra gli ufficiali inferiori c’erano addirittura idee ancora più radicali come quelle che sostenevano i livellatori (levellers). Nell’ottobre del 1647 presentarono una proposta di un “patto del popolo” (Agreement of the people) che doveva fare da base a una nuova Costituzione repubblicana. In questo patto chiedevano l’abolizione della monarchia e della camera dei lords. In campo economico i levellers combattevano le grandi compagnie monopolistiche e i loro privilegi commerciali. Il dibattito poi riguardava su chi nella nuova Inghilterra poteva vedersi riconosciuto il diritto di voto c’era chi a favore del suffragio ristretto e chi a favore di quello universale.

La definitiva sconfitta e la condanna a morte del re
Le divisioni furono alimentate dalla volontà del parlamento di smobilitare l’esercito che era molto costoso e inutile dopo la vittoria e poi dai ritardi delle paghe. I contrasti che si formarono tra i vincitori spinsero Carlo I nel 1648 a tentare un nuovo tentativo di riconquista del potere. Il re decise di allearsi con gli scozzesi contro l’esercito parlamentare ma questa mossa non gli permise di avere la meglio e fu sconfitto da Cromwell a Preston. Il re dopo la sconfitta fun consegnato dagli scozzesi al parlamento che fu sottoposto a processo in cui il re fu condannato a morte con l’accusa di aver attentato alle libertà del popolo inglese. La condanna fu eseguita a Londra nel gennaio del 1649. In seguito a questo il parlamento dichiarò decaduta la monarchia, che venne sostituita nel maggio del 1649 da un ordinamento repubblicano (Commonwealth, in inglese significa “cosa comune”, “repubblica”). Furono poi abolite la camera dei lords e la chiesa anglicana.

La repubblica di Cromwell
Tra il 1649 e il 1658 governò il paese Oliver Cromwell, capo dell’esercito parlamentare, per molto tempo riuscì a trovare un punto di equilibrio tra i militari radicali e moderati. Già nei primi anni Cromwell ebbe il compito di bloccare le ribellioni scozzesi e quelle dei cattolici irlandesi. Nel piano delle lotte interne dovette confrontarsi con i partigiani del re e i cattolici poi anche con i movimenti politici radicali dei true levellers e dei diggers.

Il “parlamento dei santi”
Col passare del tempo Cromwell portò la sua direzione politica in senso autoritario. Ci fu un contrasto anche per la elezione di un nuovo parlamento che prima della guerra la decisione di sciogliere il parlamento e indire nuove elezioni spettava al re. Ma il parlamento in carica non volevano essere sciolti e per allungare il loro mandato continuarono a discutere per anni sulle modalità per costituire un nuovo parlamento. Alla fine del 1653 però Cromwell con la pressione dei militari decise di scioglierlo lui il parlamento con la forza. Venne poi eletta una nuova assemblea di cui facevano parte molti seguaci di Cromwell, che erano intransigenti sul piano religioso, e fu denominato “parlamento sei santi”.

Il “protettorato” di Cromwell e le sue basi di consenso
Nel 1653 nel mese di dicembre Cromwell prese il titolo di lord protector. Cromwell in quel periodo governò con l’aiuto di un consiglio ristretto. In cambio dell’appoggio dei capi dell’esercito Cromwell diede loro il controllo delle contee e avevano il compito di confiscare i possedimenti degli oppositori monarchici e poi avevano il compito di assicurare i prelievi fiscali che raggiunsero in questo periodo il 20% del reddito annuo. Questa politica fiscale rappresento uno dei principali fattori della modernizzazione delle campagne inglesi, perché si concentrò la proprietà terriera e si ricercò una maggiore produttività delle campagne in questo modo solo aziende ben efficienti potevano sopravvivere a un prelievo così alto. Cromwell eliminò anche motli privilegi nobiliari procedendo poi alla redistribuzione delle terre tolte ai partigiani di Carlo I questo favorì anche lo sviluppo delle manifatture inglesi, del commercio e della flotta.

L’atto di navigazione e la guerra contro l’Olanda
Nel 1651 con l’Atto di navigazione Cromwell stabilì che il commercio che entrava e usciva per l’Inghilterra fosse riservato solo alle navi inglesi o dei paesi dai quali venivano le merci provocando con questo atto un danno agli interessi olandesi. Da questo ne seguì una guerra che durò dal 1652 al 1654 che spezzò il monopolio olandese nel commercio del tabacco, delle pellicce e di incrementare la presenza inglese nei grandi traffici internazionali.

Dalla restaurazione alla glorius revolution

La crisi del Commonwealth
Cromwell aveva ottenuto importanti risultati in ambito economico e aveva favorito la crescita della nobiltà e dei nuovi ceti borghesi. Ma tuttavia l’estensione delle recinzioni e le trasformazioni agrarie accelerarono la formazione di un nucleo di salariati agricoli e di contadini impoveriti dalle idee e spesso dai comportamenti radicali. Alla morte di Cromwell a cui successe il figlio Riccardo portò alla fine della repubblica. Il generale Monk nel 1660 prendendo possesso di Londra con alcuni reparti dell’esercito, offrì un importante contributo al ritorno in funzione del vecchio parlamento. Questo parlamento ristabilì la funzione della camera dei lords e indisse delle nuove elezioni dalle quali uscì una camera dei comuni a maggioranza filo monarchica.

La restaurazione: il ritorno del re Carlo II
Il nuovo parlamento riconobbe la legittimità della monarchia e richiamò a Londra nel 1649 il re Carlo II Stuart. Lentamente il re ricostituì il potere della monarchia. In seguito venne sciolto l’esercito rivoluzionario e a Carlo II venne concesso di mantenere a sue spese un apparato militare ristretto. Poi fu affrontata la questione delle terre confiscate ai monarchici anche se poi non furono restituite tutte le terre confiscate. Durante il regno di Carlo II si verificò anche l’incendio di Londra che distrusse gran parte della città. La politica economica rimase sulla scia del mercantilismo.

La questione religiosa e il Test act
Nella questione religiosa la chiesa anglicana riottenne i beni confiscati. Ma il potere della chiesa passò dal re ai vescovi. In quel tempo i cattolici erano ridotti all’1% il Test act prendeva di mira i cattolici perché sanciva che solo gli anglicani potevano accedere a cariche militari e politiche queto Test act venne approvato nel 1672 dal parlamento.

L’Habeas corpus act e il deteriorarsi dei rapporti re-parlamento
Il parlamento nel 1679 istituì la legge dell’Habeas corpus act. La seguente legge diceva che i cittadini arrestati dalle guardie del re non potevano essere arbitrariamente detenute ma dovevano entro tre giorni al massimo essere portati di fronte al magistrato.

Da Carlo II a Giacomo II
Dopo la morte del re Carlo II gli succede il fratello Giacomo II che era un fervente cattolico. I contrasti sorsero dopo una “dichiarazione di indulgenza” con cui nel 1687 sospese il Test act. Ma in quel periodo l’opinione pubblica inglese era dominata da sentimenti antipapisti a causa dell’arrivo in Inghilterra di alcuni ugonotti scappati alla revoca dell’editto di Nantes. Ma oltre che all’ambito religioso questa dichiarazione venne presa come un tentativo da parte del re di tornare all’assolutismo.

La Glorious revolution
Nel parlamento si erano costituiti due gruppi politici i tories e i whigs entrambi erano concordi nel sostenere il sistema istituzionale tripartito (monarchia, comuni, lords). I tories erano partigiani della corona. I whigs propendevano per la superiorità e la sovranità del parlamento. Ma poi si aggiunse un rischio al ritorno dell’assolutismo monarchico a causa della nascita di un figlio di Giacomo II che era un rischio di un perpetuarsi della monarchia cattolica. Il parlamento decise allora di chiedere aiuto al protestante Guglielmo III d’Orange. Nel novembre del 1688 Guglielmo sbarcò in Inghilterra mentre Giacomo II scappò in Francia. Guglielmo III e la moglie Maria II Stuart furono così proclamati sovrani d’Inghilterra nel 1689.

Continuità dinastica e ruolo del parlamento
Poiché Maria Stuart era una figlia protestante di Giacomo II venne assicurata la continuità dinastica e il parlamento trovò giustificazione in base al diritto di ribellione al sovrano che agisca illegittimamente.

Il Bill of rights e la costituzionalizzazione della monarchia
Al momento dell’incoronazione i sovrani dovettero sottoscrivere una “dichiarazione dei diritti” decisa dal parlamento e poi trasformata in legge nel 1689, il Bill of rights. Essa saciva le libertà e garanzie per i sudditi e riaffermava il potere del parlamento.

 


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