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Che cosa sono?
Da tempo immemorabile, la modernizzazione industriale di un Paese è stata ancorata da molti economisti alla presenza e allo sviluppo delle grandi imprese: capaci di competere sui mercati internazionali, con assetti organizzativi e manageriali adeguati e risorse finanziarie cospicue. In questo scenario, le piccole imprese industriali venivano relegate a comparse, quasi oggetti da archeologia industriale, incapaci di reggere la crescente concorrenza a livello mondiale.
Ma non sempre la storia è andata in questa direzione. Oggi, specie nel nostro Paese, le piccole imprese non sono affatto scomparse. Anzi, in molti fattori manifatturieri rilevanti per l’economia si sono rafforzate sino a competere efficacemente con grandi concorrenti, anche a livello internazionale.
La caratteristica di queste piccole imprese è che sono localizzate nelle medesime aree geografiche. Dunque, una città e pochi centri minori contigui costituiscono aree a forte specializzazione settoriale, dove si concentrano numerose piccole imprese, ognuna impegnata a svolgere efficientemente una certa fase di lavorazione. Tante imprese insieme, nella stessa area, come se fossero un’unica grande impresa: ecco il segreto e la forza delle piccole imprese localizzate nei distretti industriali. In Italia i distretti industriali sono localizzati prevalentemente nelle regioni del Centro e del Nord-Est, mentre nelle altre aree prevalgono modelli produttivi legati alla grande impresa oppure aree “miste”.
 


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