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- Ci sono 2 tipologie di redditi da investimenti finanziari: i redditi di capitale e i redditi diversi.
- I redditi di capitale sono gli interessi e gli altri proventi normali derivanti da impieghi di capitale finanziario, idonei a produrre un reddito certo nell’esistenza anche se non sempre definito nell’importo (interessi e dividendi, scarti di emissione e premi di rimborso).
- I redditi di capitale sono tassati al lordo, mediante imposta sostitutiva e ritenuta fiscale alla fonte.
- Sono nettisti coloro che percepiscono un rendimento netto.
- Sono lordisti coloro che percepiscono un rendimento lordo, con tassazione in sede di dichiarazione dei redditi.
- I redditi diversi sono redditi che pur provenendo da un impiego di capitale finanziario, non si identificano con il frutto normale dello stesso capitale, essendo l’operazione collegata a un guadagno incerto sia nell’esistenza sia nell’ammontare (plusvalenze differenze positive ottenute tra i prezzi di vendita e i prezzi di acquisto dei titoli).
- Per i redditi diversi c’è la possibilità di scegliere da parte del contribuente tra differenti regimi impositivi: il regime della dichiarazione, il regime del risparmio amministrato e il regime del risparmio gestito.
- Regime della dichiarazione, quando e plusvalenze conseguite sui titoli sono assoggettate a imposta sostitutiva all’aliquota in vigore in dichiarazione dei redditi.
- Regime del risparmio amministrato, quando ha un rapporto di amministrazione titoli con un intermediario autorizzato. In questo caso l’imposta sostitutiva all’aliquota in vigore, sia sui redditi da capitale sia sui redditi diversi, viene calcolata e successivamente versata dall’intermediario.
- Regime del risparmio gestito, quando ha affidato a un intermediario autorizzato l’incarico di gestione del proprio risparmio. In questo caso l’intermediario applica l’imposta sostitutiva all’aliquota in vigore sul risultato netto annuo della gestione.
 
 
- I titoli di capitale sono rappresentati dalle azioni che compongono il capitale sociale di una società di capitali.
- Le azioni ordinarie hanno diritti patrimoniali: diritto di partecipazione agli utili, diritto di opzione in caso di emissione di nuove azioni, diritto di rimborso nel caso di liquidazione della società; hanno anche diritti amministrativi: diritto di partecipazione e di voto nelle assemblee degli azionisti, diritti d’informazione.
 
 
- Il commercio con l’estero è costituito dalle operazioni di acquisto e di vendita effettuate con controparti di Paesi esteri e dalla serie di servizi internazionali di trasporto, intermediazione, finanziari e assicurativi che a esse si ricollegano.
- Le operazioni con l’estero vengono distinte in intracomunitarie (Paesi appartenenti all’UE), extracomunitarie (Paesi non appartenenti all’UE).
- I rischi del commercio con l’estero possono essere: le distanze geografiche tra i contraenti, l’alto valore delle negoziazioni, le operazioni di trasporto, il lungo periodo di tempo che può intercorrere tra la stipulazione del contratto e la sua esecuzione materiale.
La disciplina degli scambi con l’estero
- Nell’attività di commercio internazionale è possibile distinguere tra soggetti attivi e passivi.
- Ai soggetti attivi la legislazione in materia di scambi con l’estero attribuisce compiti concernenti gli aspetti normativi, valutari e doganali, i principali soggetti attivi sono: comitati, ministeri, dogane, istituti, e associazioni apposite.
- I soggetti passivi della legislazione in materia di scambi con l’estero sono i commercianti e gli industriali che eseguono operazioni di compravendita con controparti straniere.
- L’origine delle merci può essere individuata dal certificato di origine e di circolazione.
- Le esportazioni sono prive di imponibili cioè di IVA mentre le importazioni hanno l’IVA che viene pagata in dogana.

Clausole internazionali relative alla consegna della merce
- Esistono varie clausole chiamate anche INCOTERMS per il commercio estero che si dividono in gruppi.
- GRUPPO E: unica clausola con consegna in partenza.
- GRUPPO F: clausole con trasporto principale non pagato.
- GRUPPO C: clausole con trasporto principale pagato.
- GRUPPO D: clausole con consegna all’arrivo.

Gli adempimenti doganali
- Le dogane sono organi operativi periferici dell’Amministrazione Finanziaria dello Stato a cui sono affidati compiti di controllo su merci e documenti, di accettazione e verifica di dichiarazioni, di calcolo e riscossione dei dazi, di raccolta di dati fiscali e statistici e di espletamento di altre formalità concernenti il movimento dall’estero e verso l’estero di persone, merci e mezzi di trasporto.
 
 
- Il costo della distribuzione viene diviso in: costo sociale di distribuzione che è la differenza tra il costo finale e il costo di produzione di un bene; c’è poi il costo aziendale di distribuzione costituito dai costi sostenuti dall’impresa dal momento in cui ha prodotto o acquistato un bene sino a quando lo colloca presso gli acquirenti e riscuote il relativo prezzo di vendita.
- Le principali classi di costi aziendali sono: costi per lo stoccaggio dei prodotti, costi per gli imballaggi e le confezioni, costi per i trasporti, costi per il personale di vendita, costi diversi (assicurazioni, per i locali di vendita, per ricerche di mercato, pubblicità, servizi amministrativi ecc.).
- Le analisi effettuate più frequentemente sono: per aree di smercio, per agenti e rappresentanti, per prodotti, per categorie di clienti.
 
 
- Gli altri ausiliari del commercio sono: i mediatori, i commissionari e i procacciatori d’affari.
- Il mediatore è colui che mette in relazione due o più parti per la conclusione di un affare senza essere legato ad alcuna di esse da rapporti di collaborazione, di dipendenza o di rappresentanza. Viene ricompensato attraverso una percentuale sul valore risultante dal contratto.
- Il commissionario è un ausiliario commerciale che in esecuzione di un contratto di commissione si impegna a compiere atti di commercio in nome proprio e per conto del committente.
- Il procacciatore di affari è un ausiliario che occasionalmente promuove la conclusione di affari per conto di una o più imprese, senza che gli sia attribuita una zona ben precisa.
 
 
- Dall’agente di commercio c’è da distinguere il rappresentate di commercio perché l’agente ha il compito di promuovere la conclusione di contratti di vendita invece il rappresentate ha il compito di concludere contratti di vendita in quanto gli vengono attribuiti i poteri di rappresentanza.
- L’attività di agente o rappresentante di commercio può essere esercitata solamente da coloro che sono iscritti nell’apposito ruolo tenuto presso le Camere di Commercio.
- Per l’agente di commercio ci sono da analizzare 3 aspetti del contratto di agenzia: economico, previdenziale e fiscale.
- Quello economico riguarda la provvigione (retribuzione dell’agente di commercio) che può essere calcolata in base ai contratti di vendita conclusi di cui gli viene data una certa percentuale.
- Quello previdenziale riguarda l’iscrizione all’Enasarco (Ente nazionale di assistenza per agenti e rappresentanti di commercio) il quale ha i compiti di: erogare le pensioni integrative, di vecchiaia, invalidità e superstiti, perseguire fini di formazione e qualificazione professionale in favore della categoria, provvede alla gestione dell’indennità di risoluzione del rapporto, effettua prestazioni assistenziali di vario genere (borse di studio e colonie estive per i figli degli agenti di commercio ecc.).
- All’Enasarco devono essere versati: i contributi annuali FIRR (Fondo Indennità Risoluzione Rapporto) calcolati in base alle provvigioni liquidate l’anno precedente e i contributi a titolo di previdenza e assistenza calcolati sulle somme a qualsiasi titolo dovute ogni trimestre all’agente (provvigioni, rimborsi forfetari) anche se non ancora pagate.
- L’aspetto fiscale riguarda invece l’IVA e la ritenuta di acconto le provvigioni sono soggette a IVA ordinaria (20%) e la ritenuta di acconto che si calcola: sul 50% delle provvigioni e degli altri compensi corrisposti ad ausiliari commerciali che non si servono dell’opera di collaboratori; sul 20% delle provvigioni e degli altri compensi corrisposti ad ausiliari commerciali che si avvalgono in via continuativa dell’opera di collaboratori.
 
 
- Definizione: La rete di vendita è l’insieme delle risorse umane di cui l’impresa si avvale per raggiungere gli intermediari del canale di distribuzione scelto.
- In base alle scelte di politica distributiva l’impresa industriale si servirà della forza di vendita per raggiungere i consumatori finali (canale diretto), i dettaglianti (canale corto) e i grossisti (canale lungo).
- La rete di vendita si divide in quella diretta e indiretta.
- Nella rete di vendita diretta vengono utilizzati venditori legati all’impresa da un rapporto di lavoro subordinato (commessi viaggiatori, piazzisti).
- Nella rete di vendita indiretta vengono utilizzati collaboratori autonomi, non vincolati all’impresa da un rapporto di dipendenza.
- La scelta della politica della rete di vendita se diretta o indiretta dipende da vari fattori.
- Ai venditori possono essere assegnati i seguenti compiti: di distribuzione, di raccolta ordini, di promozione e innovativi.

 
 
Obiettivo di  operare a scorta zero. Affinchè il sistema funzioni, le materie devono arrivare in tempo per l’attivazione del processo produttivo, nelle quantità ordinate e secondo gli standard richiesti.
Il just in time vuole soddisfare la domanda del mercato senza sprechi o ritardi.
L’applicazione del just in time richiede avanzati impianti produttivi. Inoltre richiede il supporto di un efficiente sistema informativo in collegamento con i fornitori e l’impiego di personale motivato.
 
 
I piani di acquisto possono essere formulati usando il metodo storico oppure quello previsionale.
Storico in base ai consumi effettuati nei periodi precedenti, previsionale in base alle previsioni sul futuro andamento della domanda di mercato.
La redazione di un budget comporta la definizione dei ricavi di vendita e dei costi corrispondenti previsti.
I piani di acquisto devono essere flessibili.
 
Il buyer 06/07/2011
 
Alla funzione di approvvigionamento è assegnato il compito di garantire la continuità del processo produttivo. Il continuo monitoraggio è effettuato dal servizio programmazione.
Il buyer o il responsabile degli approvvigionamenti svolge le funzioni di individuare i potenziali fornitori, verificare l’esattezza e la congruità della richiesta di acquisto avanzata dall’ufficio programmazione e sollecitare il fornitore in ritardo nelle consegne.
La funzione di approvvigionamento è fonte di numerosi costi raggruppati in costi di ordinazione  (costi fissi, sostenuti per l’emissione dell’ordine al fornitore) e costi di stoccaggio (costi variabili, poiché variano al variare della quantità acquistata), es: costi per la copertura dei rischi di incendio.
e-procurement è la gestione degli approvvigionamenti online.
Il buyer deve sviluppare con l’impresa fornitrice un rapporto di partnership.
Oltre che un operatore commerciale, il buyer è un operatore tecnico, infatti deve disporre di informazioni sulle caratteristiche tecniche dei beni negoziati.

I fornitori si distinguono in : ordinari, occasionali, potenziali ed eliminati.

 

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